Cataloghi, schede tecniche e PDF: il contenuto invisibile

In 30 secondi

  • Il catalogo in PDF e il patrimonio informativo piu ricco dell'azienda e il piu invisibile.
  • Un PDF puo essere indicizzato, ma compete male, non si aggiorna e porta il visitatore fuori dal sito.
  • La regola: HTML per essere trovati, PDF per essere scaricati. Servono entrambi, con ruoli diversi.
  • Ogni codice articolo e una query. Un catalogo di 400 codici e un potenziale di 400 pagine.
  • Chi non pubblica dati estraibili non puo essere citato da un assistente conversazionale.

Quasi ogni azienda manifatturiera torinese ha lo stesso archivio: un catalogo generale in PDF, una decina di schede tecniche, qualche disegno quotato, un listino riservato. Sono documenti curati, aggiornati, precisi — e per un motore di ricerca sono quasi inesistenti.

Il paradosso e che quel materiale contiene esattamente le informazioni che i clienti cercano: codici, dimensioni, tolleranze, materiali, condizioni d'impiego. Il contenuto piu prezioso dell'azienda e chiuso in un formato che non compete.

Questo articolo spiega perche succede, cosa cambia pubblicando gli stessi dati in HTML, e come farlo senza rifare il catalogo da zero.

Cosa succede davvero a un PDF

La convinzione diffusa e che i PDF non vengano indicizzati. Non e vero: vengono indicizzati. Il problema e un altro, ed e piu sottile.

PDF e pagina HTML a confronto, a parita di contenuto
AspettoPDFPagina HTML
IndicizzazionePossibile, ma solo se il testo e testoPiena
Scansioni e immaginiIlleggibili senza OCR: contenuto persoNon applicabile
Titolo e descrizione nei risultatiSpesso il nome del fileSotto il tuo controllo
Collegamenti interniAssenti: il PDF e un vicolo ciecoPortano ad altre pagine e al contatto
AggiornamentoServe rigenerare e ricaricare tuttoSi modifica il singolo dato
Lettura su telefonoZoom continuo, spesso abbandonatoNaturale
MisurabilitaQuasi nullaImpression, clic, posizione per pagina
Il caso peggiore, e il piu comune

Il catalogo esportato come immagini o scansionato. Il testo non esiste come testo: nessun motore puo leggerlo, nessun assistente puo citarlo, nessuna ricerca su un codice lo trovera. E il formato in cui piu aziende conservano il proprio patrimonio informativo.

La regola operativa

Non si tratta di eliminare i PDF: nel B2B servono, perche il progettista li allega alla pratica, l'ufficio acquisti li archivia e il commerciale li invia. Si tratta di dare a ciascun formato il ruolo giusto.

HTML per essere trovati. I dati vivono in pagina: leggibili, aggiornabili, collegabili, misurabili.

PDF per essere scaricati. Lo stesso contenuto, formattato per la stampa e per l'archivio, offerto dalla pagina anziche al posto della pagina.

Questo semplice scambio di priorita produce tre effetti: le ricerche sui dati specifici trovano una pagina invece di un file; il download diventa un'azione tracciabile, quindi un segnale di interesse; e il visitatore resta nel sito, dove esistono i collegamenti verso le pagine correlate e verso il contatto.

Ogni codice articolo e una query

Questo e il punto che cambia la scala del ragionamento. Nel B2B chi cerca un codice sa esattamente cosa gli serve: sta sostituendo un componente, cercando un equivalente o verificando una compatibilita. E l'intento commerciale piu puro che esista, con concorrenza quasi nulla.

Un catalogo di quattrocento codici e quindi un potenziale di quattrocento pagine. Il che, detto cosi, spaventa — ed e il motivo per cui il progetto non parte mai.

La soluzione non e scriverle a mano ma trattarle come dati. La struttura minima di una pagina codice e sempre la stessa: designazione e sinonimi, dati dimensionali, materiale e trattamento, applicazioni tipiche, codici correlati o alternativi, disponibilita e lotto minimo, e il collegamento alla pagina di capacita corrispondente. Generata da una tabella, e un lavoro tecnico da giorni, non da mesi.

Non tutte insieme

Pubblicare quattrocento pagine in un giorno su un dominio industriale con poca autorita produce indicizzazione lenta e valutazione incerta. Meglio partire dai cinquanta codici che generano piu richieste e procedere a scaglioni, verificando che entrino nell'indice prima di caricare i successivi.

Verificare che vengano davvero indicizzate

Con una generazione a volume, il rischio non e produrre poco: e produrre molto e non accorgersi che meta non entra nell'indice. La verifica va fatta in tre passaggi, in quest'ordine.

  1. I bot passano?Il registro delle visite per sezione dice se i crawler stanno effettivamente scansionando la nuova area del sito. Se non passano, il problema e di scoperta: mancano collegamenti interni, o la sitemap non e stata aggiornata.
  2. Entrano nell'indice?Rapporto tra URL inviate e URL indicizzate. Sotto l'85% su un catalogo tecnico significa che le pagine si somigliano troppo: mancano dati che le distinguano davvero.
  3. Raccolgono impression?Indicizzate ma senza impression significa che non competono per nessuna ricerca. Su un catalogo, e il segnale che i codici scelti non sono quelli che il mercato cerca.

Tre esiti, tre azioni diverse. Senza questa sequenza la reazione tipica e «aggiungiamo altre pagine», che nel primo e nel terzo caso peggiora la situazione.

85%+rapporto inviate/indicizzate sano
50codici nel primo scaglione
3-12 ggalle prime impression
7 ggsenza visite bot = problema di scoperta

Come si costruisce una pagina codice senza scriverla a mano

Il timore che blocca questo progetto e sempre lo stesso: «non possiamo scrivere quattrocento pagine». Corretto, e infatti non vanno scritte. Vanno generate da dati che l'azienda ha gia, e il lavoro redazionale si concentra su tre punti soltanto.

La sorgente. Nella maggior parte dei casi esiste gia un foglio di calcolo o un'estrazione dal gestionale con codice, descrizione, dimensioni, materiale e disponibilita. Quella tabella e la base. Se non esiste, costruirla e comunque un investimento che serve anche altrove: preventivi, listini, integrazioni con i clienti.

Il modello di pagina. Una struttura unica in cui i campi della tabella si inseriscono automaticamente: titolo con la designazione, tabella dei dati, sezione applicazioni, codici correlati, collegamento alla lavorazione. Questa parte e lavoro di sviluppo, e va fatta una volta.

Il testo che non si genera. Qui sta la differenza tra un catalogo online e un catalogo online che funziona. Per ogni famiglia - non per ogni codice - serve un paragrafo scritto da chi conosce il prodotto: a cosa serve, in che contesto si usa, quale problema risolve, quando conviene sceglierne un altro. Venti famiglie significano venti paragrafi, cioe una giornata di lavoro con l'ufficio tecnico. Quel testo, ereditato da tutte le pagine della famiglia, e cio che le rende diverse da un elenco di numeri.

C'e infine una decisione da prendere consapevolmente: quali codici non pubblicare. Articoli fuori produzione, personalizzazioni su commessa, referenze con un solo cliente. Mettere online tutto perche «tanto e nel gestionale» riempie l'indice di pagine che non competono e diluisce le altre. Il catalogo pubblico e una selezione, non un dump.

Il rischio duplicazione, che nel catalogo e concreto

Quattrocento pagine che differiscono solo per un numero sono, per un motore di ricerca, una pagina sola. E il problema tecnico piu serio di questo tipo di progetto e va affrontato prima di generare, non dopo.

Cosa rende una pagina codice sufficientemente distinta: dati numerici realmente diversi e non solo un identificativo; applicazioni specifiche di quel codice; codici correlati diversi da pagina a pagina; e, dove esiste, un'immagine o un disegno proprio.

Cosa non basta: cambiare il titolo, ripetere lo stesso paragrafo con il codice sostituito, aggiungere testo generico. Sono le tre soluzioni piu diffuse e nessuna funziona.

Quando le varianti sono davvero minime — stesso pezzo in cinque lunghezze — la scelta corretta e una sola pagina di famiglia con una tabella delle varianti, non cinque pagine quasi identiche. Meno pagine, ognuna con un motivo di esistere, battono sempre l'inverso.

Disegni, immagini e la parte visiva del catalogo

Un capitolo che quasi nessuno considera parte del SEO e che nel B2B tecnico pesa piu che altrove: il progettista cerca spesso per forma, non solo per parola.

Tre accorgimenti cambiano il risultato senza richiedere nuove fotografie. Il nome del file: un'immagine chiamata IMG_4471.jpg non dice nulla, una chiamata boccola-bronzo-flangiata-b12-sezione.jpg descrive il contenuto. Il testo alternativo, che dovrebbe descrivere il pezzo e la vista, non ripetere il nome dell'azienda. E la didascalia visibile, che nel disegno tecnico serve anche al lettore: quale vista, quale scala, quali quote sono indicative.

C'e poi un punto di sostanza: pubblicare disegni quotati in pagina spaventa molte aziende per timore di regalare informazioni ai concorrenti. Vale la pena distinguere. Le quote di ingombro e le interfacce servono al cliente per verificare la compatibilita e sono, nella pratica, gia note al mercato; il processo produttivo, i parametri di lavorazione e i costi non vanno pubblicati e nessuno chiede che lo siano. La riservatezza sta nel come si produce, non nel cosa si vende.

Ultima nota pratica: le immagini pesanti sono la causa principale di lentezza sui cataloghi tecnici, perche vengono caricate alle dimensioni originali del CAD o della fotocamera. Ridimensionarle alle misure effettive di visualizzazione e comprimerle e un intervento di mezza giornata che, su un catalogo di centinaia di pagine, cambia sensibilmente l'esperienza di chi consulta da cantiere o da officina con una connessione mediocre.

Il PDF resta, ma cambia posizione

Alcune indicazioni pratiche per i documenti che restano in PDF, perche possono comunque lavorare meglio di come lavorano oggi.

Il testo deve essere testo. Un PDF esportato dal software di disegno o dal gestionale mantiene il testo selezionabile; una scansione no. Se non riesci a selezionare una parola nel tuo catalogo, quel documento e cieco per qualsiasi sistema.

Nome del file leggibile. scheda-tecnica-boccole-bronzo-b12.pdf anziche doc_final_v3.pdf. Compare nei risultati e nei download.

Titolo nelle proprieta del documento. Molti PDF hanno come titolo il percorso del file di origine, che e cio che finisce nei risultati di ricerca.

Raggiungibile da una pagina. Un PDF collegato solo dalla sitemap e orfano. Deve essere scaricabile dalla pagina HTML che tratta lo stesso argomento.

Un solo posto. Lo stesso catalogo caricato in quattro cartelle diverse genera quattro URL concorrenti dello stesso documento.

Il documento tecnico e il contenuto che gli assistenti citano

C'e una ragione recente per accelerare questo lavoro, e riguarda un canale che due anni fa non esisteva.

Quando un progettista chiede a un assistente conversazionale un fornitore con determinate caratteristiche — una tolleranza, un materiale, una certificazione, un tempo di consegna — la risposta si costruisce citando fonti. Un sistema puo citare solo cio che riesce a leggere ed estrarre con sicurezza: dati strutturati, in testo, in pagina.

Il che significa che un catalogo in PDF scansionato non e semplicemente meno visibile su Google. E completamente assente da un canale in crescita, e lo sara anche quando quel canale peserà molto piu di oggi.

Se vale la pena misurarlo, il modulo AI Analytics mostra per quali domande della tua categoria compaiono risposte e chi viene citato. Nelle nicchie industriali capita spesso che non venga citato nessun produttore reale: le risposte si appoggiano a portali generici. E uno spazio vuoto che si occupa pubblicando dati, non aggettivi.

Verifica se il tuo catalogo e leggibile

Prova a selezionare una parola nel tuo PDF. Poi guarda nel registro di indicizzazione se i bot passano dalla sezione tecnica del sito. Due controlli, dieci minuti, gratuiti.

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Domande frequenti

I PDF vengono indicizzati?

Si, se contengono testo reale. Ma competono peggio delle pagine HTML, non si aggiornano facilmente e non portano da nessuna parte.

Devo eliminare i cataloghi in PDF?

No. Vanno affiancati: HTML per farsi trovare, PDF scaricabile dalla pagina per l'archivio del cliente.

Quante pagine codice devo creare?

Comincia dai cinquanta codici che generano piu richieste, verifica indicizzazione e impression, poi prosegui a scaglioni.

E se le varianti sono quasi identiche?

Una pagina di famiglia con la tabella delle varianti. Cinque pagine che differiscono per una cifra sono duplicati.

Come faccio a sapere se sta funzionando?

Tre controlli in sequenza: i bot passano, le pagine entrano nell'indice, raccolgono impression. Ogni esito indica un'azione diversa.

Conclusione

Nella maggior parte delle aziende industriali il contenuto che servirebbe esiste gia: e nel catalogo, nelle schede, nei disegni. Non manca il materiale, manca il formato. Portare quegli stessi dati in pagina e uno dei pochi interventi SEO che non richiede di inventare niente — richiede di rendere leggibile cio che si e gia scritto.

Il controllo da fare oggi costa dieci minuti: apri il tuo catalogo e prova a selezionare una parola. Poi collega il dominio e guarda se i bot passano dalla sezione tecnica del sito. Le due risposte insieme dicono da dove partire.

Se vuoi che analizziamo il tuo catalogo e stimiamo quante pagine ha senso generare, scrivici: l'audit iniziale e gratuito e lo consegniamo in 24 ore.

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